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Treno a idrogeno in Lombardia, il primo d’Italia: cosa aspetti a salire a bordo?

today07/10/2023 282

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A Milano il futuro corre sul treno a idrogeno. Presentato martedì il primo convoglio d’Italia

Il primo treno a idrogeno sarà lombardo: entrerà in servizio in Valcamonica tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, lungo la linea non elettrificata Brescia – Iseo – Edolo di Ferrovienord.

Alla presentazione del convoglio erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale ai trasporti e mobilità sostenibile, Franco Lucente, e quello alle infrastrutture e opere pubbliche, Claudia Maria Terzi. 

Una giornata importante, quella di martedì, non solo per la Lombardia ma per tutta l’Italia: ancora una volta l’innovazione a capo del progetto si fa apripista per l’intero Paese.

L’obiettivo di Regione Lombardia è ormai chiaro: entro il 2025 rinnovo completo della flotta dei treni, con l’introduzione di mezzi rispettosi dell’ambiente e a emissioni ridotte.

Un impegno verso il green che contempla più soluzioni, dall’elettrico all’idrogeno. Atti seri e concreti a servizio della mobilità in Lombardia.

Treno a idrogeno
Il primo treno a idrogeno presentato a Milano, immagine presa dal sito wired.it

La mobilità del futuro porta il nome dell’idrogeno

Se mai, in futuro, dovessero chiederci di indicare giorno e luogo della svolta, quella dell’idrogeno in mobilità, allora risponderemmo così: 3 ottobre 2023, Deposito locomotive di Milano Fiorenza.

Ironia della sorte, le temperature anomale di questo periodo sembrano ricordare ancora di più l’obiettivo cui mirano mezzi di trasporto ecologici come questo, presentato martedì: la transizione energica.                    Per contenere le emissioni di CO2 e, quindi, rallentare il riscaldamento globale.

La politica accoglie l’appello all’innovazione, facendo breccia nel cuore degli ambientalisti lombardi.

A ribadire l’importanza simbolica dell’evento, la presentazione del primo treno a idrogeno d’Italia, erano presenti ben due ministri, oltre a Matteo Salvini. Intervenuto anche Adolfo Urso, con un videomessaggio, e il sottosegretario Alessandro Morelli

Il primo treno a idrogeno, realizzato da Alstom – gruppo francese operante nel settore della costruzione di infrastrutture ferroviarie -, sarà ufficialmente in servizio tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 e coprirà la tratta Brescia – Iseo – Edolo.

Secondo gli esperti in tema ambientale, dopo il primo treno a batteria per la tratta Altamura – Matera, il Coradia Stream inaugurato martedì rappresenta un’altra grande svolta tecnologica ferroviaria per l’Italia.

La prima tratta a idrogeno arriva a Edolo – in Alta val Camonica – dove c’è l’Università della montagna. Un luogo che per essere raggiunto, oggi bisogna prendere un treno a gasolio.

In quell’università, magari, si sta proprio studiando l’impatto del riscaldamento globale sulla calotta glaciale dell’Adamello – la più estesa formazione di ghiaccio d’Italia che, dal 2015 ad oggi, ha perso circa 50 ettari e sembra destinata a scomparire per sempre tra 70 anni.

Treno a idrogeno
L’inaugurazione del treno a idrogeno, immagine presa dal sito wired.it

Come funziona il treno a idrogeno?

Il Coradia Stream, questo il nome del convoglio, risponde all’obiettivo europeo di ridurre del 100% le emissioni di CO2 entro il 2050. 

Ha una capacità totale di 260 posti a sedere, oltre che un’autonomia di 600 chilometri, come i treni a diesel. E proprio come questi ultimi, il treno a idrogeno ha bisogno di stazioni di ricarica. 

La sfida principale, tuttavia, rimane quella di determinare chi produrrà l’idrogeno necessario per questi treni.

I nostri partner tecnologici sono A2A e Snam, i quali ci hanno fornito supporto durante il processo di co-creazione. È importante notare che, per l’utilizzo sulla rete ferroviaria, l’idrogeno deve essere prodotto e conservato nelle vicinanze del tracciato ferroviario, precisamente nelle aree di Brescia, Iseo e Edolo.

Queste aree corrispondono alle località di Ferrovie Nord in cui saranno istituite le stazioni di ricarica a idrogeno. Così spiega Federica Santini, presidente di Trenord.

La principale fonte di energia del Coradia Stream risiede nella carrozza intermedia (Power car), in cui si trova la cella a combustione, il cuore della tecnologia a idrogeno.

Prevista, quindi, la combinazione dell’idrogeno, immagazzinato nei serbatoi, con l’ossigeno dell’aria esternasenza emissione di CO2 nell’atmosfera.

Inoltre, parte dell’alimentazione avverrà attraverso batterie agli ioni di litio ad alte prestazioni, capaci di immagazzinare l’energia sfruttata nelle fasi di accelerazione.

Questo processo supporterà l’azione delle celle a idrogeno, ma consentirà anche un risparmio di carburante.

L’idrogeno come volano per l’economia del territorio

Siamo partiti da un treno elettrico di consolidata esperienza, il Coradia Stream, che appartiene all’ultima famiglia dei treni regionali, per l’Italia e non solo.

La produzione è totalmente italiana, la Power Car è assemblata nello stabilimento di Vado Ligure  – sempre di Alstom -, quindi poi trasferita a Savigliano dove il treno a idrogeno è assemblato, validato, collaudato e certificato.

Il progetto è stato finanziato anche grazie ai due miliardi di euro garantiti dal Pnrr: di questi, cinquecento milioni sono stati destinati alla realizzazione di valli per la produzione d’idrogeno in aree dismesse.

Veri e propri hub in cui si produce, si tratta e si stocca il vettore e in cui viene distribuita l’energia prodotta.

L’obiettivo è quello di creare la prima hydrogen valley italiana proprio ai confini di Milano: questa prenderà il nome di H2iseO.

Treno a idrogeno
Veduta interna dell’ingresso di un vagone del Coradia Stream, immagine presa dal sito wired.it

Questo progetto è solo una tappa di un percorso più ampio: nel corso degli anni, abbiamo gradualmente rinnovato la nostra flotta di treni in Val Camonica, passando dalle vecchie automotrici diesel ai più moderni e efficienti treni ATR. Ora stiamo passando al livello successivo con treni alimentati a idrogeno.

Questo significa che passeremo in mezzo ai piccoli paesi rilasciando vapore acqueo al posto del fumo nero di qualche anno fa. Così Marco Piuri, amministratore delegato di Trenord e direttore generale di Fnm, ha commentato l’inaugurazione del treno martedì.

L’Italia crede e scommette sull’idrogeno

Sì, quella dell’idrogeno è una vera e propria scommessa. Per molti azzardata, bizzarra, troppo futurista: non a caso, l’Italia è il secondo Paese europeo, dopo la Germania, a sperimentare l’introduzione dei treni a idrogeno. 

Nonostante questo, Regione Lombardia ci crede e va fino in fondo. Servono infatti misure concrete e tempestive, capaci di garantire un futuro più sostenibile per tutti. Soprattutto qui, dove smog e inquinamento non danno tregua.

Anche per questo motivo, Ferrovie nord ha già avviato la collaborazione con Alstom per la realizzazione di questi treni a idrogeno prima dell’assegnazione dei finanziamenti specifici.

Esiste, infine, un dettaglio, apparentemente piccolo ma in realtà incisivo per la nostra contemporaneità, da ricordare: i nuovi treni a idrogeno rientrano a pieno titolo nella svolta green voluta dalla commissione Von der Leyen che, peraltro, riguarda proprio il settore dei trasporti.

Un progetto, dunque, perfettamente in sintonia con le previsioni degli accordi di Parigi e con l’European Green Deal.

A questo punto, soltanto il tempo dimostrerà se la scommessa sull’idrogeno sia stata effettivamente vincente, oltre che a beneficio della collettività. 

Immagine in evidenza presa dal sito alstom.com

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Scritto da: Criss


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