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CBM Italia presenta la prima ricerca italiana sul legame tra disabilità e povertà

today19/12/2023 132

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9 su 10 degli aiuti richiesti dalle famiglie non sono contributi economici ma servizi più “umanizzati”, per uscire dall’isolamento in cui vivono

È quanto emerge dalla ricerca Disabilità e povertà nelle famiglie italiane, condotta da CBM Italia.

Il direttore Massimo Maggio: “La ricerca è uno strumento a disposizione di tutti per ideare interventi di welfare sociale e lavorativo, per aumentare la consapevolezza dei diritti nelle persone e ampliare la cultura dell’inclusione”.

Disabilità e povertà nelle famiglie italiane, cosa desiderano per raggiungere una migliore qualità di vita?

Tra gli aiuti richiesti, 9 su 10 non sono contributi economici bensì servizi “umanizzati”, sia per la persona con disabilità sia per i suoi familiari, che siano in grado di mettere la persona al centro, per una presa in carico globale.

È quanto emerge dalla ricerca Disabilità e povertà nelle famiglie italiane, condotta da CBM Italia – organizzazione umanitaria impegnata nella prevenzione e nella cura della cecità e della disabilità, nonché nell’inclusione delle persone con disabilità nel sud del mondo e in Italia – insieme alla Fondazione Emanuela Zancan Centro Studi e Ricerca sociale, che indaga per la prima volta nel nostro Paese il legame tra la condizione di disabilità e l’impoverimento economico e culturale.

Negli ultimi 4 anni abbiamo rivolto il nostro lavoro anche in Italia con interventi che mirano all’inclusione e al rispetto dei diritti delle persone con disabilità, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite, nostra fonte di ispirazione, racconta Massimo Maggio, direttore di CBM Italia. Ci siamo chiesti quale sia la portata del legame tra disabilità e povertà anche nel nostro Paese. Da qui l’idea di questa ricerca sociale che desideriamo mettere a disposizione di tutti coloro che si occupano di disabilità, come strumento utile per favorire la cultura dell’inclusione.

Il questionario ha rilevato il profilo sociodemografico della persona con disabilità e dei familiari conviventi, le condizioni di disabilità della persona, i principali interventi e servizi di cui la persona beneficia e quelli di cui avrebbe bisogno ma sono assenti o inadeguati nel contesto di riferimento. La condizione economica della famiglia, le reti su cui può contare e gli aiuti forniti dall’esterno.

L’approfondimento qualitativo ha indagato i principali bisogni della persona con disabilità e del nucleo familiare, la capacità del sistema di aiuti esistente di fronteggiare questi bisogni, la vulnerabilità socioeconomica, le risorse e le capacità, considerate anche come possibile attivazione verso gli altri.

Il campione della ricerca è costituito da 272 persone a cui è stato sottoposto il questionario, di cui 57 coinvolte anche nelle interviste qualitative.

Sono persone che vivono in famiglia, residenti in tutta Italia, 9 su 10 con cittadinanza italiana, di età compresa fra 14 e 55 anni, in una situazione di disagio socioeconomico. Il 45% è in possesso di licenza media superiore.

9 su 10 hanno ottenuto il riconoscimento della condizione di invalidità civile; il 45% fa parte di un’associazione che le supporta.

In quasi 9 casi su 10 le famiglie intervistate vivono un disagio economico soggettivo, cioè riconoscono di arrivare a fine mese con difficoltà. La situazione si aggrava se la persona vive nel sud del Paese, i genitori sono giovani, il livello educativo è basso e le famiglie non fanno parte di associazioni a sostegno della disabilità.

Le evidenze maggiori della ricerca

Le maggiori richieste riguardano gli ambiti dell’assistenza sociosanitaria (39%) e sociale (37%), aiuti nella mobilità (25%). Il 23% chiede più opportunità ricreative e di socializzazione.

Più del 70% dichiara di percepire già dallo Stato almeno una prestazione monetaria legata alla sua condizione di disabilità. Gli interventi sociali e sociosanitari sono invece affidati alle istituzioni territoriali: il 44% ha frequentato un centro diurno nell’ultimo anno; il 21% ha ricevuto, da parte del Comune o di soggetti privati convenzionati, prestazioni di aiuto e assistenza a domicilio; l’11% ha beneficiato di prestazioni sanitarie gratuite a domicilio da parte dell’azienda sanitaria (soprattutto se giovani e con disabilità fisiche).

Poco più di una persona su 5 chiede in modo esplicito maggiori opportunità lavorative e formative sia per sé che per i propri familiari. Il carico di cura è considerato un ostacolo all’occupazione, con pesanti ricadute sul piano economico della famiglia.

Le famiglie stesse, nonostante le difficoltà del convivere con disabilità e povertà, hanno la capacità di offrire forme di sostegno agli altri: il 34% offre compagnia e conforto morale alla rete informale di riferimento.

Investire nell’inclusione sociale e in quella lavorativa riporta alla questione del “durante e dopo di noi” che emerge in maniera significativa soprattutto dagli approfondimenti qualitativi. Diverse famiglie hanno espresso preoccupazioni sul futuro dopo che genitori, fratelli e sorelle non saranno più in grado di prendersi cura della persona con disabilità. Un problema che preoccupa ancora di più le famiglie che vivono in condizioni di disagio socioeconomico e culturale.

Il commento del direttore di CBM Italia, Massimo Maggio: Da anni parliamo di quanto debba essere sostenuto e alimentato il protagonismo delle persone con disabilità. Il risultato della nostra ricerca va ancora in questa direzione: le voci delle famiglie che abbiamo ascoltato ci confermano che il disagio sociale e culturale è più opprimente di quello economico. I servizi umanizzati che vengono richiesti devono entrare nel progetto di vita delle persone, per questo dobbiamo pensarli partendo dal riconoscere le risorse ed evidenziare il valore delle famiglie, per ridurre lo stigma e creare opportunità di inclusione. Per affrontare e favorire il “durante e dopo di noi” affinché diventi “con noi”.

La ricerca Disabilità e povertà nelle famiglie italiane di CBM Italia e Fondazione Zancan è disponibile sia nella versione completa sia in un abstract al seguente link: https://www.cbmitalia.org/ricerca-cbm-zancan

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Scritto da: Alice Fusari


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