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Il quarto stato è tornato a Milano

today08/10/2022 175 2

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Dopo circa dieci anni il capolavoro Il quarto stato dell’artista Giuseppe Pellizza è tornato a Milano

Il quarto stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo è stato da poco trasferito a Milano a Palestro dopo circa dieci anni di esposizione al Museo del ‘900, in seguito a una breve esposizione a Firenze. Si può ammirare il capolavoro nelle magnifiche sale della villa museo.

Il quarto stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo

Le vicende museali de Il quarto stato si concludono con un ritorno a casa. Dopo oltre dieci anni al Museo del Novecento di Milano, in seguito alla sua esposizione a Firenze nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, il dipinto di Giuseppe Pellizza è tornato a Milano, alla Galleria d’Arte Moderna.

E’ stato progettato un allestimento in cui il dipinto è esposto senza alcun filtro per offrire la possibilità di apprezzare da vicino ogni sua sfumatura e ciascun piccolo dettaglio. Il quarto stato è esposto alla GAM, in una sala tutta per sé.

Storia Museale dell’opera Il quarto stato

Il capolavoro di Giuseppe Pellizza da Volpedo è un’opera importante e imponente dal punto di vista artistico, tecnico e sociale. La scena, ambientata in una piazza del paese natale del pittore, rappresenta la protesta di un gruppo di lavoratori. È un quadro monumentale a cui Pellizza lavora tra il 1898 e il 1901, anni caratterizzati da scioperi e proteste. Uno dei motivi per i quali l’opera ha avuto successo in molti ambiti extra-pittorici.

Quando nel 1920 il dipinto entrò a far parte delle collezioni della GAM, venne riallestita la Sala della Balla di modo da poter sistemare il capolavoro di Giuseppe Pellizza al primo piano del Castello Sforzesco, allora sede del museo.

Il gigantesco dipinto dev’essere stato esposto in questo ambiente almeno sino al 1930. In seguito, in assenza di informazioni precise, si presume che il dipinto sia stato messo nei depositi.

Nel secondo dopoguerra, con l’occasione della mostra celebrativa del giornale Avanti!, la stampa socialista riporta l’opera all’attenzione di tutti e fu esposto a Palazzo Marino.

Risale a quegli anni la fortuna critica ed espositiva dell’opera che a partire soprattutto dagli anni Settanta diventa oggetto di pubblicazioni e mostre dedicate in Italia e all’estero.

Autore de Il quarto stato

Volpedo espose per la prima volta a Brera nel 1885. Terminati gli studi milanesi, decise di proseguire il tirocinio formativo andando a Roma, prima all’Accademia di San Luca, poi alla scuola libera di nudo dell’Accademia di Francia a Villa Medici. A Firenze sperimentò la tecnica divisionista, basata sulla divisione dei colori. Risalgono a questo periodo: Il Sole, Prato fiorito, Il Morticino, nei quali si può apprezzare l’uso del colore e della materia, che ritroviamo anche ne Il quarto stato.

Nella città toscana l’artista entrò in contatto con tecniche e suggestioni che lo spinsero a iniziare l’opera che tutt’oggi lo rende celebre nel mondo: Il quarto stato. Infatti, nel 1895 realizzò un bozzetto a olio che porterà alla stesura definitiva dell’opera attraverso cui l’artista, attento alle problematiche sociali, consacrerò il realismo sociale.

Genesi dell’opera Il quarto stato

Il primo bozzetto dell’opera sul tema dello sciopero risale al 1891 ed era già ambientata nella piazza di Volpedo. Proseguendo negli studi, l’artista giunse a una versione di mezzo oggi esposta alla Pinacoteca di Brera. In seguito, Pellizza ridusse il numero delle figure sullo sfondo, e aumentò le dimensioni del supporto per avvicinare i protagonisti in primo piano allo spettatore.

Il quarto stato viene presentato al pubblico per la prima volta nel 1902 all’Esposizione internazionale di arte decorativa moderna di Torino.

Immagine raffigurante Il quarto stato di Pellizza da Volpedo presa dalla pagina Facebook del GAM di Milano ((20+) Facebook).

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Scritto da: Tommaso Canziani


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