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Un riconoscimento MI-liare: National Geographic cita il Cenacolo

today17/04/2021 10 9

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L’11 aprile 2021 la rivista National Geographic nomina il Cenacolo di Milano in un articolo su 11 luoghi lombardi riconosciuti dall’Unesco.

Storia del Cenacolo Vinciano

Il Cenacolo di Leonardo da Vinci, inventore eccezionale di cui ultimamente si sta parlando anche grazie alla serie tv “Leonardo” esordita su Rai 1, è riconducibile agli anni 1494-1498 e rappresenta l’Ultima Cena. Venne commissionato all’artista da Ludovico il Moro, l’allora Duca della nostra città. È un dipinto di 4,60 metri di altezza e 8,80 di larghezza che si distingue dai prodotti artistici del tempo perché non è un affresco, ma venne prodotto con una tecnica definita “a secco” in cui i colori non sono assorbiti dalla parete. Scelta sicuramente originale che causò, però, un deterioramento continuo dell’opera. Il Cenacolo è conosciuto per la sua maestosità, raffinatezza e realisticità dei personaggi, tanto voluta e cercata dallo stesso Leonardo.

Patrimonio dell’Unesco

Era il 1980 quando la chiesa di Santa Maria delle Grazie (costruita tra il 1463 e il 1482, poi soggetta a lavorazioni continue) e il Cenacolo, contenuto nella sala da pranzo del convento della stessa, furono proclamati “patrimonio dell’umanità” dall’Unesco. Sul sito dell’Unesco viene spiegato il motivo di questa scelta: l’opera è considerata “un capolavoro a livello mondiale che ha segnato una svolta nelle arti pittoriche, in particolare per aver mutato la classica interpretazione della composizione”. Entrambi, sia la chiesa che il dipinto, sono il simbolo dell’arte rinascimentale protetta grazie a tecniche d’avanguardia in grado di non alterarne i tratti caratteristici. L’Italia e la Cina possiedono il maggior numero di siti all’interno della lista (55) dei patrimoni mondiali e la basilica rappresenta l’unico patrimonio milanese.

National Geographic parla del Cenacolo

An inside guide to Lombardy’s UNESCO wonders” (“Una guida tra le meraviglie lombarde UNESCO”): ecco il titolo dell’articolo dedicato alla Lombardia, dove Milano viene citata per ben cinque volte. Comparire in una rivista di valore mondiale, con lettori di portata internazionale, oltre ad essere un onore è un vero e proprio privilegio. In questo pezzo di Angela Locatelli, inoltre, viene anche consigliato di prenotare in anticipo perché i biglietti per visitare la chiesa e osservare il Cenacolo sono limitati ed esauriscono in fretta. Questa menzione rappresenta per noi milanesi una grande opportunità: speriamo che la chiesa di Via Giuseppe Antonio Sassi possa essere conosciuta dai cittadini di tutto il mondo, così come anche altre bellezze locali.

Scritto da: Alice Fusari


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