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Credi di conoscere (davvero) la Milano Fashion Week?

today21/09/2023 288 2

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E’ ripartita la Milano Fashion Week, uno degli eventi più attesi del mondo della moda a livello mondiale: qui creativi e stilisti si danno appuntamento per gettare le basi di nuovi, dinamici, stimoli esecutivi

Se dovessimo descrivere la città di Milano pur avendo a disposizione una sola parola, allora useremmo un aggettivo: internazionale.

Sì, Milano oltre a essere centro nevralgico dell’economia e dell’industria italiana, è insieme a Parigi, Londra e New York una delle capitali indiscusse della moda, europea e mondiale; fin dagli anni ’70, infatti, la città meneghina è sede annuale dei quattro appuntamenti  – due per la moda femminile e due per quella maschile – della Milano Fashion Week.

Come tutti ben sappiamo, il periodo storico compreso tra gli anni ’50 e ’60 è stato particolarmente intenso, per l’Italia ma non solo: si parla infatti di “anni della ricostruzione”, o meglio di boom economico, un’espressione tanto forte da rendere perfettamente il clima tipico di allora.

Superati gli anni più duri, l’economia italiana ha accelerato soprattutto al Nord, nei grandi centri industriali: c’era voglia di riscatto, ottimismo per il futuro; terreno fertile per un settore, dinamico, come quello della moda.

La Milano della moda è esplosa proprio in quel periodo, distinguendosi come simbolo di quello che prenderà poi il nome di street style: sede di importanti marchi (Armani e Versace) – astri nascenti della moda che, unendosi a Missoni, Gucci e Prada, formano l’heritage italiano nel mondo – il capoluogo lombardo in breve è diventato sinonimo di modernità e stile.

Scopriamo insieme la storia e l’evoluzione della Milano Fashion Week.

Milano Fashion Week
Una sfilata organizzata in occasione degli eventi della Milano Fashion Week, immagine presa dal sito mam-e.it

Anni ’50, gli esordi: Firenze e Giovanni Battista Giorgini

Tutti possiamo dire di conoscere Milano in quanto parte delle Big Fourl’insieme dei “palcoscenici” della moda più osservati a livello globale – insieme a Londra, Parigi e New York. Ma quanti sanno che, in realtà, gli esordi della Milano Fashion Week si sono svolti altrove, addirittura in Toscana?

Se fino agli anni ’50 la moda italiana ha vissuto prevalentemente a livello locale, nei piccoli magazzini e atelier, con Giovanni Battista Giorgini è arrivata la grande svolta, la prima dal respiro internazionale.

Facendo tesoro della propria esperienza come imprenditore, Giorgini ha proposto di importare nella culla dell’arte e del Rinascimento l’idea a suo tempo formulata da Eleanor Lambert negli Stati Uniti: una serie di eventi dedicati al mondo della moda, una sorta di Milano Fashion Week all’americana.

L’intuizione è stata, allora, quella di organizzare a Firenze, il 12 luglio 1951, nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, una sfilata con l’obiettivo di promuovere la moda italiana all’estero. 

Così facendo, la moda italiana ha iniziato a richiamare l’attenzione di importanti giornalisti internazionali, conquistando la legittimazione che le spettava di diritto: oggi, infatti, si parla di moda italiana come di un’industria organizzata, caratterizzata dalla produzione di capi di alta qualità.

Milano Fashion Week
La prima sfilata di moda italiana a Villa Torrigiani (Firenze, 1951) immagine presa dal sito wondernetmag.com

Nel 1958 è stata fondata la Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI), il principale organismo di coordinamento e rappresentanza del sistema moda italiano.

Con questa organizzazione, lo scopo era quello di rappresentare i più alti valori della moda italiana, tutelare, coordinare e potenziare l’immagine della moda in Italia e all’estero, nonché gli interessi tecnici, artistici ed economici degli artisti.

La visibilità mediatica ottenuta con i primi, grandi, eventi organizzati nei centri urbani, letteralmente presi d’assalto dai molti interessati, hanno però causato non pochi problemi in termini demografici e di mobilità, soprattutto alla città di Firenze.

Impreparata a far fronte alla tante richieste di soggiorno in città, il capoluogo fiorentino ha dovuto risolvere importanti questioni di sovraffollamento: si è deciso, allora, di spostare tutte le sfilate a Milano. Da qui nasce la storia della Milano Fashion Week per come la conosciamo.

La storia della Milano Fashion Week dagli anni ‘70 ad oggi

Incoronata regina dell’alta moda nel 1975, tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ’80 la città di Milano si è fatta portabandiera del Made in Italy: grazie alla nascita di marchi di moda storici come Armani (1975), Versace (1978) e Dolce & Gabbana (1985), oltre ai già esistenti Missoni, Prada e Gucci, la moda italiana ha ottenuto un successo planetario.

Svolgendo un rapido paragone tra le prime sfilate e quelle attuali, sicuramente possiamo notare un’evoluzione, anche piuttosto marcata: la Milano Fashion week, infatti, si è notevolmente trasformata, adattata allo scorrere del tempo, nonché alle tendenze più recenti.

Principalmente, in questi anni si è cercato di accostare la moda prêt à porter (gli abbigliamenti letteralmente “pronti all’uso”, disponibili in taglie standard) alla moda haute couture (la vena più ricercata, fine e sperimentale).

Negli ultimi vent’anni, poi, la Milano Fashion Week non è solo cresciuta in popolarità, attirando sempre più turisti e appassionati a visitare il capoluogo lombardo in occasione delle sfilate: è diventata tappa fissa anche per designer e fotografi di tutto il mondo.

Partecipare alle presentazioni delle collezioni Autunno/Inverno o Primavera/Estate ha assunto oggi un valore simbolico: molto spesso ci si reca agli eventi per stringere rapporti, personali o di lavoro, oppure molto più semplicemente per godere di uno spettacolo introvabile altrove.

Il tutto, poi, accompagnato dal fascino emanato da alcuni dei luoghi più iconici della città di Milano: Piazza Duomo, Palazzo Reale e Corso Venezia, ma anche le più recenti acquisizioni – il quartiere Tortona, sede dell’Armani Silos, Piazza Gae Aulenti nel quartiere Isola e Corso Lodi, sede della Fondazione Prada.

L’ultimo atto: la virata green e gli eventi gratuiti

Mai come prima d’ora, anche la Milano Fashion Week è diventata sostenibile: in linea con il Green Deal adottato dall’Unione Europea nel 2019, è stata lanciata la European Fashion Alliance (EFA), una realtà visionaria che intende accelerare la transizione dell’intero sistema moda europeo verso un futuro più sostenibile e inclusivo.

Sempre nell’ottica della maggiore inclusività degli eventi, la Camera Nazionale della Moda Italiana ha recentemente scelto di aprire un Fashion Hub, a Palazzo Giureconsulti: uno spazio di visibilità e incontro in cui seguire le sfilate in programma in streaming, aperto gratuitamente al pubblico per tutta la durata della Milano Fashion Week, dalle 9:30 alle 19:00.

Milano Fashion Week
Il Fashion Hub di Palazzo Giureconsulti

La Milano Fashion Week come volano per l’economia italiana

In ultimo, ma non per importanza, occorre ricordare il volume d’affari garantito dagli eventi organizzati in occasione della Milano Fashion Week: tanto elevato da contribuire non solo al rilancio di vaste zone urbane e periferiche, ma anche all’internazionalizzazione della qualità dell’artigianato italiano.

Insomma, i benefici della Milano Fashion Week non sono affatto destinati soltanto agli operatori dell’alta moda: i vari eventi sono leva anche per l’economia, locale quanto nazionale.

Alcuni numeri a supporto: Accademia del Lusso ha elaborato e reso disponibili vari report di dati, ripresi anche da QuiFinanza, in cui si parla di un fatturato di addirittura 19 miliardi di euro all’anno.

Le sole esportazioni del settore moda registrano 6 milioni di euro: cifre esorbitanti assicurate annualmente anche da un indotto urbano di 13.000 imprese con oltre 90.000 persone occupate.

Il rinomato Quadrilatero e il Quartiere Brera registrano, da soli, ben 1.667 imprese all’attivo, il 13% del totale: nonostante queste informazioni siano state elaborate nel periodo pre – covid, sicuramente non si allontanano di molto dalla stima prevista attualmente.

Immagine in evidenza presa dal sito bridestoday.in

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Scritto da: Criss


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