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“Voci unite contro la violenza”: una campagna di consapevolezza e solidarietà

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La violenza contro le donne è una realtà che persiste, una ferita sociale che necessita di essere curata. In risposta a questo grido di aiuto, Podcastory ha creato la potente serie podcast “Voci contro la violenza”

La violenza, in molte forme, continua a essere una piaga della società. Tuttavia, un gruppo di donne coraggiose ha deciso di alzare la voce contro questa ingiustizia. Un’iniziativa che non solo denuncia, ma offre una piattaforma per storie coraggiose e ispiratrici.  “Voci unite contro la violenza” si propone di sensibilizzare e ispirare cambiamento attraverso storie potenti e testimonianze personali.

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Voci contro la violenza

Il potere delle storie

Sei donne, sei voci, tutte unite per contrastare l’indifferenza. Questa serie podcast, ideata in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è un’opera corale che mette in luce diverse sfaccettature della violenza di genere. Le storie sono il cuore di questa campagna. Ognuna delle donne coinvolte condivide la propria esperienza, affrontando la violenza in forme come quella domestica, economica, e psicologica. Attraverso il potere delle narrazioni, mirano a rompere il silenzio che spesso avvolge questi atti brutali.

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Giulia Fidilio

La violenza economica: un nemico invisibile

La violenza contro le donne non sempre urla; a volte, si insinua silenziosamente attraverso la violenza economica. Giulia Fidilio, financial trainer , emerge come voce coraggiosa che mette in luce un aspetto spesso trascurato ma altrettanto distruttivo. Questa forma subdola di abuso, spesso trascurata, si manifesta nell’impedimento di avere una carta di credito, di aprire un conto corrente o nel blocco delle opportunità lavorative fuori casa. È un groviglio di controllo e costrizione che colpisce a lungo termine.

Attraverso storie di dipendenza finanziaria e sabotaggio lavorativo, Giulia si pone l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza di riconoscere e contrastare questo tipo di violenza.

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Arianna Chieli

Violenza mediatica e stereotipi

Nel mondo digitale di oggi, la violenza contro le donne ha assunto nuove forme, tra cui quella mediatica. Arianna Chieli, content e digital strategist, esplora la mercificazione consumistica del corpo femminile nei media. Evidenzia come i media possano mercificare il corpo femminile, imponendo stereotipi dannosi e contribuendo a normalizzare comportamenti violenti.

Arianna sottolinea il potere dei mezzi di comunicazione digitali nel plasmare le opinioni. Con questo potere, sottolinea anche la responsabilità che i creatori di contenuti e le piattaforme hanno nel creare un ambiente rispettoso e consapevole. La sua voce è un invito alle donne a prendere il controllo della propria narrazione online e a promuovere una rappresentazione più autentica e inclusiva.

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Alessandra Kustermann

Un richiamo alla responsabilità collettiva

In un mondo in cui la violenza contro le donne persiste come una piaga sociale. Alessandra Kustermann, Presidente di SVS Donna Aiuta Donna, offre uno sguardo approfondito sull’assistenza alle vittime. Alessandra Kustermann è una promotrice del progetto Ri-Nascita, che mira a emancipare le donne attraverso l’emancipazione economica e abitativa. Riconosce che la vera libertà dalla violenza può essere raggiunta dando alle donne gli strumenti per essere autonome e indipendenti.

Alessandra condivide statistiche, fasi della violenza domestica, e sottolinea l’urgenza di agire per porre fine a questa piaga. La sua visione abbraccia una cultura dell’ascolto attivo e del rispetto reciproco, creando uno spazio in cui le donne possano sentirsi sicure e rispettate. Il suo appello è un richiamo alla responsabilità collettiva.

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Anna Vagli

 

 

Stereotipi di genere: il terreno fertile per la violenza

La percezione distorta dei ruoli maschili e femminili spesso giustifica comportamenti violenti e contribuisce ad una cultura che normalizza l’abuso. Nel panorama della lotta contro la violenza sulle donne, Anna Vagli, criminologa, emerge come una voce determinata nel promuovere la consapevolezza e rompere gli stereotipi di genere. Rivela come le idee preconcette possano innescare violenza e sottolinea l’importanza di una cultura basata sull’ascolto, il rispetto e la reciprocità. La criminologa invita a una riforma culturale che vada oltre le convenzioni tradizionali.

La sua visione è quella di una società che respinge attivamente gli stereotipi e promuove una cultura dell’uguaglianza e del rispetto reciproco. Anna sottolinea l’importanza dell’educazione come chiave per rompere il ciclo della violenza. Una formazione che sfida gli stereotipi sin dalla giovane età può contribuire a plasmare una società più giusta ed a proteggere le generazioni future.

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Ilaria Maria Dondi

Difendere i diritti riproduttivi e combattere la violenza ostetrica

Attraverso la narrazione di storie e testimonianze, Ilaria Maria Dondi, direttrice della testata “Roba da donne”, cerca di sensibilizzare il pubblico sulla realtà della violenza ostetrica. Sottolinea come la condivisione di esperienze possa essere un catalizzatore per il cambiamento e spingere verso una società più consapevole e compassionevole.

Ilaria rivela come la violenza ostetrica sia una forma spesso trascurata di abuso, richiedendo una risposta urgente e una maggiore consapevolezza. La sua partecipazione a “Voci contro la violenza” rafforza l’importanza di difendere i diritti riproduttivi e affrontare la violenza ostetrica per costruire un mondo più equo e sicuro per tutte le donne.

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Elena Maria Viola

 

 

 

Il peso delle parole

Maria Elena Viola, direttrice di Donna Moderna, porta l’attenzione sul peso delle parole nella discussione sulla violenza. Sottolinea come la comunicazione possa plasmare percezioni e contribuire ad un cambiamento culturale. Il giornalismo, con il suo compito di informare in modo obiettivo e rispettoso, si trova spesso ad affrontare sfide legate agli stereotipi di genere radicati nella lingua e nella cultura.

Maria Elena Viola sottolinea l’importanza del modo in cui comunichiamo, evidenziando come la struttura della lingua possa trasmettere e perpetuare disuguaglianze di genere. La lingua italiana, fortemente androcentrica, riflette una mentalità patriarcale che influisce sulla narrazione delle storie e sulla descrizione della realtà. Maria Elena Viola sottolinea l’importanza di riconoscere e correggere il sessismo nella lingua come passo fondamentale verso la costruzione di una società più equa e rispettosa.

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Voci contro la violenza

Un futuro senza violenza

“Voci contro la violenza” è più di una serie podcast; è un impegno per cambiare il corso delle cose. Un appello per ascoltare, apprendere e agire. La solidarietà è la chiave per il cambiamento. Uniamoci contro ogni forma di violenza. La serie podcast sarà disponibile su tutte le principali piattaforme di podcasting, e il gettone di presenza delle speaker sarà donato al Centro Antiviolenza SVS Donna Aiuta Donna.

Le donne hanno il potere di cambiare il mondo attraverso la loro voce, e nessuna voce dovrebbe rimanere in silenzio.

Per ascoltare il podcast: podcastory

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Scritto da: Selene Amelio


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