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Arte

Plastiche Apparenze: la carriera dell’artista Gianni Cella

today27/05/2023 54 1

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Fondazione Stelline, dal 28 maggio al 25 giugno 2023, presenta la mostra che celebra i quarant’anni di attività dell’artista contemporaneo Gianni Cella

Plastiche Apparenze è la rassegna d’arte che celebra i quarant’anni di attività di Gianni Cella, raccontando i momenti salienti della sua evoluzione artistica, dall’esordio con lo storico collettivo dei Plumcake fino al successo individuale. La mostra è completata da una spettacolare installazione di Cella.

La Mostra di Gianni Cella

Dal 28 maggio al 25 giugno 2023, Fondazione Stelline presenta Plastiche ApparenzeDai Plumcake a Gianni Cella, una rassegna che propone il percorso di Gianni Cella dall’esperienza collettiva a quella individuale.

La mostra, a cura di Alberto Fiz, propone oltre venti opere, tra dipinti, sculture e installazioni, realizzate tra il 1983 e il 2023.

Plastiche apparenze consente di rileggere in maniera del tutto originale il lavoro di un artista che ha sviluppato la propria ricerca poetica prima in gruppo poi individualmente, affermando la sua alterità rispetto al sistema dell’arte.

La rassegna, ospitata negli spazi della Fondazione Stelline all’interno della Gallery II al piano ipogeo, rappresenta l’occasione per festeggiare i quarant’anni di attività di Gianni Cella, uno dei fondatori dello storico collettivo Plumcake, che iniziò la sua attività espositiva nel 1983 con opere realizzate in vetroresina ispirate al mondo dei fumetti e della comunicazione di massa, reinterpretando in chiave ludica gli stilemi pop.

Il collettivo esordì nel 1983 con una mostra alla Galleria Diagramma di Milano, lo spazio gestito da Luciano Inga-Pin. Dal 1984, insieme ad Abate, Bonfiglio, Innocente, Lodola, Palmieri, Postal, creò il gruppo Nuovo Futurismo.

Le opere di Cella in mostra

Plastiche Apparenze viene introdotta da una serie di lavori storici del periodo Plumcake, tra cui Razzo del 1983, che sintetizza astrazione e figurazione dando vita a una forma misteriosa con un personaggio stilizzato che sembra dormire su una nuvola. Di particolare interesse La montagna delle lucertole del 1985, una sorta di luogo sacro abitato dai piccoli rettili che si propagano nell’ambiente con riferimenti alle culture primitive e all’archeologia. Nello stesso contesto compare anche Natura maligna del 1988, un cuore ambiguo, cifra stilistica tra le più riconoscibili dei Plumcake. E Apparizioni modeste del 1994, che anticipa i simboli dei social.

Nel 2000 Cella inizia un percorso individuale. A raccontare tutto ciò in chiave figurativa è Gioia e mistero del 2022, un polittico che raffigura i momenti salienti della sua vita artistica, dal diploma in pittura all’Accademia di Brera sino alle esposizioni individuali degli ultimi anni.

Cella

Come emerge con chiarezza alle Stelline, dal 2000 il percorso artistico di Cella appare più sfaccettato e più complesso rispetto al periodo Plumcake. I lavori, pur mantenendo una componente ludica, esprimono disagio e alterità. Questo appare evidente in Biancaneve e i sette uomini più stupidi del mondo del 2001, riflessione cinica sulla favola.

Cella

Così come in Ex capo del 2005, scultura con la testa mozzata intesa come denuncia nei confronti del potere. E in Ex equo del 2005, installazione grottesca in cui una figura in vetroresina smaltata con il volto dipinto su un pallone gioca a campana attraversando la sagoma a terra di un cadavere che, in un macabro ribaltamento, potrebbe essere il suo.

Accanto al gruppo di sculture compare Lo Spirito del lago, un’altra installazione del 2016 che comprende mostri e mostriciattoli, ma anche piccole immagini di Adamo ed Eva, degli improbabili Fratellini Pollock o di un Vincent coperto dall’acqua, chiaro riferimento al grande pittore olandese.

Proprio Van Gogh è presente in mostra come parte del rebus a lui dedicato da Cella nel 2023, nel quale delle pere, anticipate dalla lettera O, identificano le opere, creando un aforisma figurale di notevole efficacia in base a un meccanismo che si ritrova in un altro rebus, La principessa sul pisello del 2017. 

La mostra si conclude con uno spazio interamente dedicato agli ex voto con una serie di quadretti votivi del 2020 che, affiancati da cuori che lacrimano in vetroresina, riprendono in chiave contemporanea la tradizione della pittura popolare. Al centro degli ex voto, spicca la presenza di Harvey, la scultura dell’amico immaginario, un po’ coniglio un po’ alieno, che accompagna i miracolati che hanno ricevuto la grazia.

La rassegna comprende anche una spettacolare installazione di Cella nel giardino del Chiostro della Magnolia, dal titolo Totem. Quattro monumentali opere plastiche di oltre due metri che simboleggiano i camaleontici aspetti della contemporaneità, prendendo spunto da una ritualità antica.

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Scritto da: Tommaso Canziani


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