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Le tre Pietà di Michelangelo a Milano

today03/12/2022 115 1

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Fino all’8 gennaio 2023 è possibile ammirare tre calchi delle Pietà di Michelangelo a Palazzo Reale a Milano

A Milano arrivano le tre Pietà di Michelangelo, eccezionalmente riunite in un’unica esposizione. In mostra si possono vedere i calchi della Pietà Rondanini, della Pietà Bandini e della Pietà della Città del Vaticano. Si può visitare la mostra meneghina a Palazzo Reale fino al prossimo 8 gennaio 2023.

Le Pietà a Palazzo Reale

Arriva una nuova mostra a Palazzo Reale a Milano, nata dalla collaborazione tra  Comune di Milano, Comune di Firenze e Musei Vaticani.  L’esposizione milanese consente ai visitatori di apprezzare l’arte e l’inventiva del celebre artista Michelangelo attraverso il confronto di tre calchi otto-novecenteschi.

L’allestimento è stato ideato da Massimo Chimenti. Tre lunghi teli, dispiegati per tutta l’altezza della Sala delle Cariatidi e dal grande impatto visivo, fanno da sfondo alle Pietà.

I calchi delle tre Pietà

In mostra è possibile vedere tre diversi calchi delle pietà di Michelangelo. La prima delle Pietà è il calco della Città del Vaticano, realizzato nel 1975 all’interno del Laboratorio Calchi e Gessi dei Musei Vaticani da Ulderico Grispigni. La realizzazione di questo calco arrivò in un momento tragico per la Pietà: l’atto vandalico del 1972 ai danni della scultura.

Il secondo è il calco della Pietà di Santa Maria del Fiore a Firenze, detta Pietà Bandini, conservato nella collezione della Gipsoteca fiorentina dell’Istituto d’Arte di Porta Romana. Esso risale al 1882 e si deve al formatore fiorentino Oronzo Lelli.

Il terzo e ultimo calco è quello di Rondanini, commissionato nel 1953 al formatore milanese Cesare Gariboldi, allo scopo di determinare al meglio e in totale sicurezza, durante le prove di allestimento della statua in marmo, l’ubicazione ideale per la scultura, conservata dal 1952 nel Castello Sforzesco. Oggi è esposto in mostra dopo una accurata pulitura ed è conservato nei depositi del Museo d’Arte Antica.

In occasione dell’esposizione è stata promossa un’attenta ricerca documentaria e iconografica sulle tre Pietà, finalizzata a creare un racconto visivo in grado di presentare episodi della storia recente che hanno avuto per protagoniste le sculture di Michelangelo: restauri, allestimenti e trasferimenti immortalati con scatti e filmati d’epoca, provenienti da archivi e fototeche italiane.

Il percorso espositivo sulle Pietà

Da giovane Michelangelo realizzò la Pietà Vaticana, mentre in tarda maturità scolpì le cosiddette Pietà Bandini di Santa Maria del Fiore a Firenze, e la Pietà Rondanini del Castello Sforzesco di Milano.

Queste sculture raccontano la sensibilità raggiunta dal genio di Michelangelo: dal lavoro giovanile di impronta classicista, fino alla scultura non finita degli ultimi giorni. Oltre sessant’anni separano la prima Pietà, la Vaticana, dall’ultima, la Rondanini.

Il percorso espositivo vuole presentare agli occhi dei visitatori proprio il maturare dei sentimenti di uno dei più grandi geni della storia dell’arte, mostrando come un stesso argomento possa raggiungere esiti così diversi.

Il catalogo, edito da Silvana Editoriale, si avvale dei testi del Comitato Scientifico e dei curatori. Inoltre, presenta importanti saggi e schede relativi alle tre Pietà di Michelangelo a partire dalla giovanile Pietà Vaticana, per poi arrivare alla Pietà della maturità realizzata per il Duomo di Firenze e infine alla Pietà Rondanini, scolpita in tarda età e rimasta incompiuta.

Le Pietà di Max Ernst e la Pietà di Michelangelo

Sia Michelangelo che il famoso pittore surrealista Max Ernst si sono cimentati e hanno affrontato il tema e l’iconografia della Pietà.

Ai visitatori di Palazzo Reale viene offerta la possibilità di esplorare l’iconografia della Pietà attraverso l’esposizione dei tre calchi storici dei capolavori di Michelangelo. In contemporanea, la retrospettiva dedicata a Max Ernst presenta il dipinto-capolavoro, proveniente dalla Tate di Londra, Pietà o La Rivoluzione la notte. Ernst realizzò l’opera non appena trasferitosi a Parigi, nell’inverno 1922, dalla Germania.

Per avere più informazioni sulle due esposizioni è possibile leggere l’articolo dedicato a Max Ernst su Milano Beat Radio e consultare il sito di Palazzo Reale.

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Scritto da: Tommaso Canziani

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