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Fluxus: il flusso delle idee a Milano

today18/12/2022 60

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Fino al 16 aprile 2023 si può visitare al museo del ‘900 di Milano la mostra sul mondo artistico di Fluxus

Arriva a Milano la mostra sul movimento artistico Fluxus. Fino al 16 aprile 2023 si può visitare l’esposiozione Fluxus, arte per tutti. Edizioni italiane dalla collezione Luigi Bonotto, in cui sono presenti molte opere e pubblicazioni.

Il movimento Fluxus

Nato grazie all’artista, architetto e organizzatore culturale George Maciunas, Fluxus si sviluppa soprattutto negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone.

Fluxus fu un’aggregazione spontanea nata nell’ambito di un festival musicale in Germania nel 1962. Il punto fermo del movimento fu non averne: gli esponenti del Fluxus non si consideravano un gruppo prestabilito con regole di appartenenza, non consideravano importanti le divisioni tra musica, teatro, arte e altre discipline creative per favorire il flusso delle idee. I maggiori esponenti di questo gruppo agirono in autonomo e tra questi si possono ricordare Wolf Vostell, Yoko Ono, Dick Higgins, George Brecht, Ben Vautier e l’italiano Giuseppe Chiari.

Fluxus: la mostra italiana

La mostra Fluxus, arte per tutti. Edizioni italiane dalla collezione Luigi Bonotto a cura di Patrizio Peterlini e Martina Corgnati, in collaborazione con la Fondazione Bonotto, è in esposizione nello Spazio degli Archivi del Museo del ‘900 di Milano fino al 16 aprile 2023. Per la prima volta è analizzato tramite pubblicazioni, opere e documenti il ruolo chiave dell’Italia nell’ambito di Fluxus, a sessant’anni dal Festival FLuXuS Internationale FesTsPiELe NEUEsTER MUSiK di Wiesbaden del 1962.

Fluxus, arte per tutti. Edizioni italiane dalla collezione Luigi Bonotto è il terzo appuntamento che chiude il ciclo dedicato a Fluxus dalla Fondazione Bonotto nei suoi dieci anni di attività.

Ogni mostra del percorso ha affrontato un tema specifico e fondamentale per l’esperienza del movimento: i libri d’artista, protagonisti di “Fluxbooks” – prima tappa organizzata a Venezia nel 2015 – e la musica al centro della seconda esposizione “Sense Sound Sound Sense” all’Auditorium Parco della Musica di Roma nel 2016 e a Whitechapel a Londra nel 2019.

La terza esposizione, al Museo del Novecento di Milano, mette in primo piano l’esperienza editoriale italiana e l’attività dei suoi protagonisti.

Dall’inizio degli anni Settanta, la Collezione Bonotto raccoglie numerosissime testimonianze tra opere, documentazioni audio, video, manifesti, libri, riviste ed edizioni degli artisti Fluxus e delle ricerche verbo-visuali internazionali sviluppate dalla fine degli anni Cinquanta: Lettrismo, Poesia Concreta, Poesia Visiva, Poesia Sonora e Poesia Digitale. Tutta la collezione è interamente e liberamente consultabile on line sul sito della Fondazione Bonotto.

Fluxus in Italia

L’Italia partecipò alla diffusione di Fluxus, in particolare con significative esperienze nella produzione di “edizioni”: oggetti, cartelle di grafica, libri d’artista in diversi esemplari. Queste opere sono realizzate da mecenati e operatori culturali insieme ai protagonisti del movimento.

Le numerose edizioni in mostra, al Museo del ‘900 di Milano, provenienti dalla Collezione Luigi Bonotto, approfondiscono il cambiamento che la diffusione delle edizioni apporta nella fruizione dell’opera d’arte nel mondo Fluxus.  L’opera d’arte da oggetto d’élite, destinato a pochi fruitori di una ristretta cerchia di facoltosi intenditori, diviene un oggetto accessibile e acquistabile da chiunque, spesso corredata di un manuale di istruzioni per un’azione da compiere a casa propria, come spesso invitano a fare le indicazioni contenute negli “Events” di George Brecht. Di fatto, non solo qualsiasi oggetto può essere elevato ad arte, ma a operare questo passaggio può essere chiunque, senza necessariamente aver bisogno di un riconoscimento ufficiale.

La realizzazione di edizioni gioca un ruolo essenziale nella diffusione sistematica del movimento, una scelta che identifica come punti di forza i bassi costi di produzione, la facilità di distribuzione e l’accessibilità al grande pubblico grazie ai prezzi economici. Caratteristiche che rispondono in pieno all’idea di democratizzazione dell’arte perseguita da Fluxus. Infatti, nel secondo manifesto del 1963 si parla di una “Revolutionary Flood” che renda l’arte accessibile e comprensibile a tutti, in netto contrasto con il sistema del mercato più comune.

Immagine tratta dalla pagina facebook del Museo del ‘900 ((20+) Facebook ).

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Scritto da: Tommaso Canziani


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