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Il Coro degli Stonati in concerto

today19/06/2023 191 6

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Sabato 17 giugno e domenica 18 giugno, all’Auditorium di Milano, Largo Mahler, si è esibito il Coro degli Stonati dell’Orchestra Sinfonica di Milano

“Stonati non si nasce, lo si diventa”. Su questo paradigma si basa il corso di canto per “Stonati”, iniziativa Educational dell’Orchestra Sinfonica di Milano, nata nell’ottobre 2010 grazie alle competenze musicali, direttoriali e musicoterapeutiche del maestro di coro Maria Teresa Tramontin, mezzo-soprano del Coro Sinfonico e direttore delle formazioni corali giovanili. Il corso è andato a gonfie vele.

Come dolce chiusura, il coro si è esibito in un concerto finale sul palco dell’Auditorium di Milano, sabato 17 e domenica 18 giugno.

Stonati
Il Coro degli Stonati in concerto

Tra il Coro degli Stonati

Il Coro degli Stonati di Milano è una formazione che dà a tutti la possibilità di acquisire una completa consapevolezza delle proprie facoltà vocali, imparando e divertendosi.

Un assunto di base per questa iniziativa: stonati si diventa, non prestando sufficiente attenzione a quale sia il suono da produrre. In effetti, le persone realmente stonate non esistono (o meglio, sono solo il 5% della popolazione mondiale, ndr). A esistere sono persone che credono di esserlo. Che però con la giusta educazione all’uso della voce possono benissimo cantare in coro (soprattutto in quello degli Stonati), cimentandosi in qualcosa di formativo, soddisfacente a livello artistico e stimolante a livello intersoggettivo. Perché il canto è un’arte che, come tutte le altre, si lascia conquistare solo con l’esercizio continuo.

Il processo appena descritto avviene proprio perché l’esercizio avviene in gruppo, in coro: un organismo con leggi particolari all’interno del quale, secondo la M. Maria Teresa Tramontin “C’è sempre almeno uno che canta la nota giusta”. Dunque, qualcuno da seguire, che funge da punto di riferimento, c’è sempre. E, man mano che gli altri coristi si allineano a lui, le stonature sono sempre più evidenti, dunque identificabili e correggibili. Insomma, in coro si cresce insieme, s’impara a sostenersi reciprocamente e si diventa intonati grazie agli altri. Quale migliore esemplificazione di una società auspicabile?

Le lezioni del Coro degli Stonati, tenute da Maria Teresa Tramontin, riguardano la postura, la respirazione, l’emissione del fiato e del suono, l’utilizzo delle vocali e delle consonanti, il controllo del diaframma con vocalizzi e semplici canti polifonici di piacevole esecuzione. Ma molto altro ancora.

Dopo il successo della prima edizione del corso, che ha raggiunto 50 partecipanti, è iniziato un passaparola che ha portato negli anni a un incremento verticale degli “aspiranti stonati”. Oggi, nel 2023, gli iscritti sono 420, un risultato inimmaginabile all’inizio di questo progetto.

Continua Maria Teresa Tramontin: La domanda cresce continuamente, è impressionante: gli iscritti di quest’anno, in un’epoca post-covid in cui tantissimi cori purtroppo hanno chiuso, il Coro degli Stonati ha avuto un bellissimo riscontro di iscrizioni. Solo nelle ultime settimane tantissime persone stanno richiedendo di partecipare, venendo ad ascoltare le lezioni per iscriversi il prossimo anno. Ciò che attira di questo corso, secondo me, è il benessere, lo stare bene, il fatto che le persone escano col sorriso dalle lezioni, e non vedano l’ora di tornare a lezione la settimana dopo.

Quando finiscono i corsi spesso i partecipanti sono tristi perché dovranno attendere tutta l’estate prima della lezione successiva. E’ meraviglioso aver creato uno spazio di condivisione delle stesse passioni, per esprimere tutti insieme chi si è veramente senza essere giudicati. E’ un fatto terapeutico, tante persone in difficoltà per vicissitudini personali nella vita decidono di non mancare mai alle lezioni, e continuare a iscriversi, perché trovano qui una forma di serenità. I coristi creano qui relazioni umane profonde, e dopo il corso restano amici, vanno in vacanza insieme, vanno a cena insieme, c’è un affiatamento pazzesco.

Un gruppo di esseri umani uniti dall’amore per il canto e dalla condivisione delle convinzioni, positive e originali, alla base del progetto, che sabato 17 e domenica 18 giugno si sono cimentati in un programma tanto variegato quanto complesso. Ha spaziato da brani della tradizione lirica (Brahms, Verdi, Cherubini, Beethoven, Gounod, Borodin, Mendelssohn, Schubert) fino a Mah-na Mah-na di Piero Umiliani, passando per gli Spirituals della tradizione Gospel, accompagnati al pianoforte da Pietro Cavedon e Vittorio Rabagliati.

Un meraviglioso affresco di una delle più interessanti realtà amatoriali a livello corale, che insieme esprimono la incontenibile gioia di essere sul palco dell’Auditorium, quasi urlando in coro ciò che disse il compositore brasiliano Tom Jobim: “Anche nel petto di uno stonato batte forte un cuore”.

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Scritto da: Selene Amelio


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