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Una storia di due mondi: Marc Chagall

today15/04/2022 359

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Il Mudec di Milano ospita una mostra sul pittore Marc Chagall fino al 31 luglio 2022. Il percorso espositivo conta più di cento opere provenienti dall’Israel Museum di Gerusalemme, che ha anche curato la mostra

Una straordinaria collezione dell’Israel Museum è arrivata a Milano. Le opere della selezione, provenienti da molto, molto lontano hanno un comun denominatore: Marc Chagall. L’autore viene riletto in maniera nuova e mai vista prima, presso il MUDEC – Museo delle Culture di via Tortona. Il percorso è dedicato in particolare ai lavori grafici di Chagall e alla sua attività di illustratore. La mostra rimarrà aperta fino al 31 luglio 2022.

La mostra di Chagall a Milano

La mostra del Mudec – Museo delle culture – di Milano è stata curata dall’Israel Museum di Gerusalemme e sviscera il lavoro dell’artista e pittore Marc Chagall da un punto di vista nuovo, collocandolo nel contesto del suo background culturale, anche contando sulla grandissima collezione dell’Israel Museum. Il percorso ospiterà in esposizione una raccolta di oltre cento opere donate per la maggior parte dalla famiglia e dagli amici di Chagall.

Il progetto espositivo è dedicato in particolare ai lavori grafici di Chagall e alla sua attività di illustratore editoriale.
La mostra ripercorre alcuni punti cruciali della vita e delle opere dell’artista: dalle radici nella nativa Vitebsk, descritta con amore e nostalgia nella serie Ma vie, all’incontro con l’amore della sua vita, la moglie Bella Rosenfeld, della quale illustrò i libri Burning Lights e First Encounter, dedicati ai ricordi della vita di lei nella comunità ebraica, pubblicati dopo la morte prematura della donna e di cui sono esposti i disegni originali.

I lavori esposti riflettono dunque l’identità dell’artista: il marito che disegna le immagini per i libri dell’amata moglie, l’artista che illustra la Bibbia e l’originale pittore contemporaneo che, attraverso l’uso dell’iconografia cristiana, piange la sorte toccata nel ventesimo secolo al popolo ebraico.

Saranno presenti, infine, una selezione di oggetti rituali, usati nelle cerimonie religiose delle comunità ebraiche e che sono spesso raffigurati nelle opere di Chagall.

Un artista errante: Chagall tra San Pietroburgo e Montparnasse

Marc Chagall – 1887-1985 – è stato un pittore bielorusso naturalizzato francese, di origine ebraica.

Marc Chagall nacque in una famiglia ebraica a Lezna, presso Vicebsk, una città  oggi in Bielorussia, che ai tempi era parte dell’Impero russo.  Dopo aver convinto la sua famiglia, non d’accordo, a fargli intraprendere la carriera artistica in quanto vietata dalla Torah, l’artista lavorò controvoglia come ritoccatore nella bottega di due fotografi, ma nel 1906 iniziò a studiare pittura con il maestro Yehuda.

Si trasferì in seguito a San Pietroburgo. Qui frequentò l’Accademia Russa di Belle Arti con il maestro Rerich, che lo ricompensa con una borsa di studio.

Una volta divenuto noto come artista in Russia, nel 1910 lasciò San Pietroburgo con destinazione Francia per avvicinarsi alla comunità artistica di Montparnasse. A Parigi il giovane Chagall conobbe diversi intellettuali d’avanguardia. In Francia strinse amicizia con personaggi del calibro del poeta Guillaume Apollinaire, dell’artista cubista Robert Delaunay, e Fernand Léger.

L’arte di Chagall a cavallo tra le avanguardie parigine

Chagall nei suoi lavori si ispira alla vita popolare della Russia e ritrae moltissimi episodi della bibbia che raccontano la sua cultura ebraica. Negli anni sessanta e settanta, si occupò di progetti su vasta scala che compresero anche aree pubbliche e importanti edifici religiosi.

Le opere di Chagall si inseriscono in diverse categorie dell’arte contemporanea: prese parte ai movimenti parigini che precedettero la Prima guerra mondiale e venne coinvolto nelle avanguardie. Tuttavia, rimase sempre ai margini di questi movimenti, come il cubismo e il fauvismo. Fu molto vicino alla Scuola di Parigi e ai suoi esponenti, come Amedeo Modigliani.

Durante il suo primo soggiorno a Parigi rimane affascinato dalle ricerche sul colore dei Fauves e da quelle di Robert Delaunay.

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Scritto da: Tommaso Canziani


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